Costruita intorno al 1850, questa antica casa colonica vodese era storicamente composta da due edifici separati. Tra il 1981 e il 1985, un'importante ristrutturazione li ha uniti per creare una spaziosa residenza che ora offre oltre 320 m² di superficie abitabile.
Più recentemente, un'ampia ristrutturazione ha adattato l'immobile ai comfort contemporanei, preservandone al contempo l'identità. Legno, pietra e melassa definiscono gli spazi, completati da travi, capriate a vista, elementi in ferro e dettagli che testimoniano il patrimonio architettonico dell'edificio.
Il primo soggiorno colpisce per le sue proporzioni e per il soffitto alto 5,5 metri. Vera e propria sala di rappresentanza, ha ospitato in passato concerti privati per pianoforte. Un soppalco si affaccia parzialmente sulla stanza, offrendo la possibilità di adibirla a biblioteca, studio o angolo lettura.
A pochi passi di distanza, un secondo salotto rivela un'atmosfera più intima, dove legno, pietra e melassa creano un arredamento caldo, profondamente legato al carattere antico della casa.
Il piano superiore comprende una suite padronale di oltre 40 m² con bagno privato, mentre le varie camere da letto godono di volumi confortevoli.
Completamente ristrutturata, la mansarda offre spazi luminosi e accoglienti. Suddivisa in tre ambienti, comprende una camera da letto con bagno privato e permette una maggiore autonomia.
Al di là della sua architettura, questo edificio riveste un significato particolare. È legato al soggiorno di Lenin durante la sua permanenza in Svizzera, e inscrive così, in modo discreto, questo indirizzo in una storia che trascende quella dei suoi occupanti.
Oggi, questa residenza coniuga il carattere di un antico edificio vodese, gli ampi spazi di una grande casa familiare e il comfort contemporaneo.
Una proprietà che si sceglie innanzitutto per viverci, prima ancora di scoprirne la storia.